Audiweb afferma che a luglio gli italiani che (dai due anni in su) si sono collegati almeno una volta a internet ammontano ad un totale di 26,2 milioni, in crescita del 10% anno su anno.

Il dato giornaliero medio parla di un +12,8% per 12,2 milioni di utenti attivi. Questi hanno passato mediamente 1 ora e 13 minuti al giorno online consultando 128 pagine a testa.

Le fasce orarie della giornata privilegiate sono quelle comprese fra le 15 e le 18 ove si registra una media di 6,2 milioni di utenti attivi. Tra le 21 e mezzanotte 4,9 milioni di utenti sono attivi in media per 30 minuti; essi consultano 49 pagine. A luglio in media si sono collegati 6,8 milioni di uomini e 5,4 milioni di donne.

La distribuzione geografica, infine, vede il 31,5% della popolazione online fa parte del Sud e delle Isole (3,8 milioni), il 30% del Nord-Ovest (3,7 milioni), il 15,7% dell’area Nord-Est (1,9 milioni) e il 17,8% del Centro (2,2 milioni).


Parolisi, segreti sul movente

Perché l’avrebbe uccisa? Secondo la Procura, Salvatore Parolisi era un uomo finito stretto tra le bugie raccontate alla moglie Melania Rea e quella a Ludovica, l’ex allieva del 235 Reggimento Piceno con la quale aveva una relazione sentimentale.

Egli avrebbe ucciso la moglie per togliersi da quella situazione diventata ormai non più sostenibile. Il gip afferma che: “Senza voler indulgere in facili psicologismi la condizione di Salvatore Parolisi più che quella di un uomo disperato, al bivio della sua esistenza, stretto tra due alternative radicali, sembra piuttosto, tenuto conto del tenore dei messaggi inviati a entrambe le donne, sovente di identico contenuto espressivo ancora in tempi assai recenti, che la sua fosse la classica condizione di un uomo che vuole tenere il piede in due scarpe. I rapporti sessuali li consumava con entrambe. Tutte le promesse fatte a entrambe sono state sempre disattese. Quanto alle lacrime e al pianto in effetti il soggetto pare esservi incline ma sovente come messo in rilievo dai carabinieri si tratta di un pianto ‘finto’ mancando le lacrime.”

La moglie sarebbe stata dunque uccisa non per questioni di gelosia o volontà di rompere un rapporto. E allora quale mistero si cela dietro l’accoltellamento della moglie?
Forse qualche strano giro di droga o altro torbido motivo del quale Melania era venuta a conoscenza?

Zero.

Una foto scattata da un ragazzo a Colle San Marco alle 15.13 del 18 aprile incastra Salvatore Parolisi, il caporal maggiore dell’esercito in carcere per l’uccisione della moglie Melania Rea. L’accusa non ha dubbi. “L’immagine – scrive il pm nella richiesta di custodia cautelare in carcere – dimostra l’assenza della autovettura di Parolisi, la Mégane Scenic, lungo la strada sterrata dove avrebbe dovuto restare parcheggiata dalle ore 14.15 alle 15.30″.

Ma la stessa immagine viene utilizzata dalla difesa per scagionare Parolisi. Perché in fondo c’è una macchia nera. Forse una vettura scura, “compatibile con le caratteristiche della macchina di Parolisi”, per Roberto Cusani, uno dei tre consulenti nominati dall’indagato. ”L’immagine rimette tutto in discussione e depone a favore dell’ipotesi che Parolisi non si trovava a Ripe all’ora del delitto”, dice Walter Biscotti, uno dei legali del marito di Melania.

Ma l’accusa non ci sta: “È tutto da dimostrare il fatto che quell’auto sia proprio la Mégane Scenic di Parolisi”. E in ogni caso, dicono gli inquirenti, gli indizi a suo carico sono molti e primo fra tutti il dna trovato nella bocca di Melania che dimostrerebbe come lui l’avesse baciata non molto tempo prima del delitto.

Premettendo che io non abito a Milano e non sono schierato a destra o a sinistra, tanto che le mie valutazioni cerco di farle di volta in volta quando si tratta di scegliere chi ci deve amministrare.

Quello che voglio fare è invece un processo all’utilizzo del web da parte dei due (ormai) ex candidati a sindaco di Milano. Pisapia vs. Moratti è stata una battaglia combattuta non solo per strada e nella TV ma anche sul web. O almeno, qualcuno ha fatto del suo meglio per ottenere il consenso anche degli elettori che credono nelle nuove tecnologie… Qualcun altro ha invece solo tentato di inseguire il suo rivale accorgendosi troppo tardi dell’importanza del web.

Credo non sia difficile indovinare, a questo punto, quale dei due candidati abbia scelto la strada della consapevolezza sul web.

Giuliano Pisapia

Sito internet: molto pulito, aggiornato, informazioni chiare sulla persona e sul progetto. Coinvolgimento dei fan. http://www.pisapiaxmilano.com/

Canale Twitter: perfettamente organizzato. 1300 tweet circa, quasi 8000 follower. http://twitter.com/#!/giulianopisapia

Facebook: dalla ricerca esce fuori un solo risultato. Oltre 113.000 like. http://www.facebook.com/pisapiaxmilano

Youtube: canale con video e informazioni sul candidato. http://www.youtube.com/user/pisapiaXmilano

Letizia Moratti

Sito internet: pulito, aggiornato, troppo incentrato sulla persona. Presenti informazioni sul progetto. http://www.letiziamoratti.it/

Canale Twitter: completamente sconclusionati, tweet inutili con autocitazioni, utilizzo errato del mezzo. 1000 tweet circa, quasi 800 follower. http://twitter.com/#!/LetiziaMoratti

Facebook: sono presenti diversi nomi legati a Letizia Moratti, alcuni cloni e alcuni canali doppioni. Quasi 42.000 likehttp://www.facebook.com/morattiletizia

Youtube: canale con video e informazioni sul candidato. http://www.youtube.com/morattiletizia

Sottovalutare un mezzo come Internet potrebbe essere un grosso errore ma cercare di recuperare in maniera scorretta – o addirittura illegale – il tempo perso è fatale! Torniamo a parlare delle elezioni del Sindaco di Milano che vede il ballottaggio fra Moratti e Pisapia, ma occupiamocene solo dal punto di vista della gestione della loro presenza sul web.

La prima all’inizio non aveva minimamente considerato l’importanza di Internet. Poi addirittura ha snobbato il canale: le attinenze con gattini e Milan sono troppo forti per non ingenerare nel nostro pensiero una vera presa i fondelli! Il secondo ha invece puntato sempre sul web tanto che le sue pagine di Facebook e Twitter sono assolutamente perfette sia nell’aspetto che nella gestione.

Ma ora forse la Moratti si è resa conto dell’errore e allora cosa combina? Per recuperare probabilmente assolda un hacker investito del ruolo di sfruttare una vulnerabilità di Facebook per far aumentare in maniera artificiosa il numero dei ”Mi piace” sul suo canale presente sul sito di Social Networking.

Vero o no (ovviamente i responsabili della campagna elettorale della Moratti smentiscono ogni coinvolgimento) la responsabilità di non aver saputo gestire in maniera corretta un mezzo di comunicazione che oggi potrebbe fare la differenza è comunque del candidato.

Attendiamo solo i risultati elettorali per sapere quanto sia importante il web.

Zero.

Quando si sceglie un mutuo lo si fa in base alle proprie esigenze ed alle proprie capacità di onorare il debito. Ma lo si fa spesso anche in base alle proprie emozioni: nel caso in cui i tassi siano in crescita si preferisce un mutuo a tasso fisso perché mette al riparo da aumenti ai quali poi non si sa se si riuscirà a far fronte. Quando i tassi sono bassi o in discesa si preferisce il tasso variabile.

Ma è davvero così? Una tabella pubblicata dal Sole 24 Ore dimostra che il tasso variabile potrebbe essere sempre più conveniente del fisso. Stefano Rossini di MutuiSupermarket afferma che attraverso alcune simulazioni circa l’andamento futuro dei tassi Euribor e considerando un prestito di 130mila euro a 20 anni e 30 anni, sono stati ottenuti risultati che evidenziano una maggiore convenienza del variabile. Sul periodo di 20 anni il costo totale degli interessi variabili ammonterebbe a poco meno di 59 mila euro contro gli oltre 73 mila dell’omologo fisso. Su quello a 30 anni si passa da 94 mila euro a 124 mila del fisso.

Le banche sbagliano ma non imparano

Nessuno sembra aver imparato dal crack che ha coinvolto i maggiori istituti di credito mondiali, soprattutto americani. Questo è quello che emerge leggendo il rapporto sul livello di rischio dei 30 principali istituti finanziari pubblicato dal Financial Stability Board.

L’organismo, presieduto dal futuro presidente della BCE Mario Draghi, ha stilato una lista dove si possono leggere i valori della media ponderata dei Credit Default Swaps a 5 anni per ognuno dei 30 istituti sui quali il sistema fa affidamento per tenuta e solidità. Tali valori indicano che è stato rotto un importante livello di sicurezza con un rialzo nelle ultime settimane del +14%.

La tabella seguente va letta in questo modo: maggiore è il valore del CDS, maggiore è il rischio di credito percepito dal sistema finanziario globale. Riassumendola, al momento i peggiori istituti sono quelli europei, ma la tendenza è comunque in continuo rialzo (peggioramento).

Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico!

Zero.

Il referendum è ormai vicino e fra i temi trattati c’è quello della privatizzazione delle acque potabili. Premesso che io non ho ancora deciso su cosa votare mi pongo (e vi pongo) come al solito alcune domande.

L’acqua potabile è certamente un bene primario che non può essere messo nelle mani di sciacalli o aziende il cui unico fine è “lo scopo di lucro” (e già qui la prima contraddizione, in quanto se di impresa si tratta non si può prescindere dallo scopo di lucro). Tutti i cittadini hanno il diritto di potersi dissetare, lavare e cucinare pagando di contro una cifra che dovrebbe restare simbolica.

Quando si toccano certi temi, però, è facile parlare di diritti, sacrosanti per la verità, ma è altrettanto facile dimenticare i doveri. Allora perché non ricordarli? I doveri, anzi il dovere unico e imprescindibile, dovrebbe essere quello di non sprecare inutilmente una simile risorsa. Costa poco e allora chi se ne frega! Chissà quante volte lo avete detto o anche solo pensato… Dite di no? Facciamo un piccolo quiz e vediamo quanti “SI” riuscite a totalizzare.

  1. Chiudete l’acqua mentre vi insaponate sotto la doccia?
  2. Evitate di tenere il rubinetto costantemente aperto quando vi radete o quando vi spazzolate i denti?
  3. Raccogliete l’acqua usata per lavare frutta e verdura per, ad esempio, innaffiare piante o altro?
  4. Utilizzate un sistema per ridurre la quantità di acqua scaricata dallo sciacquone quando non è necessario utilizzare tutta l’acqua?
  5. Avete mai fatto un controllo sull’impianto idrico di casa per vedere se ci sono delle perdite?
  6. Quando lavate in piatti, utilizzate una bacinella per insaponarli lasciando il rubinetto chiuso?
  7. Chiudete il rubinetto mentre vi state insaponando le mani?

Ricordate: fate attenzione all’acqua corrente!

Zero.

La politica delle prese per il culo!

Ci reputano dei totali deficienti! Questo è quello che emerge in maniera chiara e precisa dalle parole e dalle dichiarazioni degli esponenti del PDL e della Lega in occasione della campagna politica per il ballottaggio dell’elezione a Sindaco del Comune di Milano.

La Moratti continua a fare dichiarazioni false, parla di aggressioni che poi si rivelano delle mere montature e sapete cosa pensa degli utenti di Internet? Beh loro amano i gattini ed il Milan dunque facciamo pubblicità su Facebook: Ami i gattini? Vota Moratti! Sei Milanista? Vota Moratti!


Ma per chi ci avete preso? Per scemi dementi che si sono bevuti il cervello? E Berlusconi appoggia la Moratti con dichiarazioni al limite dell’incredibile: “Prende il caffè con i centri sociali!” Dico… Ma questo è scemo lui o siamo scemi noi che ancora stiamo ascoltando i suoi deliri? Ma c’è davvero qualcuno che crede anche solo minimamente a simili stronzate? Ma davvero qualcuno di voi potrebbe essere portato a pensare che, chiunque sia eletto, un comune sarebbe portato allo sfascio, alla deriva, lasciato in mano agli stranieri?

Se Internet è servita ai popoli africani per ribellarsi ai loro dittatori, di certo non potrà far male ad un popolo conscio della propria forza al quale forse manca solo un po’ di consapevolezza. La pacchia è finita… i piedi di tutte quelle poltrone si stanno rompendo!

Zero.

Secondo alcuni studiosi il nostro livello di stress si può misurare come livello di rumore di sottofondo che il nostro fisico deve sopportare. Basta guardare a che volume amiamo ascoltare la musica per capire se siamo stressati o meno.

Insomma, l’utilizzo di Internet, Facebook, Twitter, cellulari, l’andare sempre di corsa e gestire tutte le altre attività in maniera frenetica fanno si che inconsciamente aumentiamo il volume tipico al quale ascoltiamo la musica.

Voi avete controllato quanto segna la manopola della vostra autoradio, del lettore MP3 o del vostro impianto Hi-Fi? Guardatelo, registrate il valore e poi provate ad abbandonare qualche “cattiva abitudine”. Rifate una prova e diteci se il livello di volume per voi piacevole si è ridotto.

Zero.